Come nascono le parole di uno spot: il caso Italia in Campus

Lodi è una città molto bella, grande al punto giusto per conoscere un po’ tutti ma scoprire inaspettatamente nuove realtà.

E’ quello che mi è successo poco tempo fa con Youexpo: ho conosciuto Luca, il founder di questa web agency molto bella che MAI avrei immaginato potesse avere una sede a 5 minuti da casa mia.

Fanno dei video bellissimi (basta guardare il loro sito per capire la qualità della strumentazione che hanno a disposizione) e uno dei progetti più interessanti in cui Luca è stato coinvolto si chiama Italia in Campus. E’ un progetto incredibile, che in pratica vuole sostenere la trasformazione di Lodi in città universitaria.

Scopri Italia in Campus

Martedì sera presso il bellissimo auditorium della BPL, un edificio progettato da Renzo Piano – sì proprio lui! -, è stata organizzata una serata di presentazione alla comunità lodigiana. Tra gli ospiti Pucci (che ho sorpreso giocare con mio figlio di 8 mesi che non si è perso una virgola del suo intervento), politici, giornalisti, una compagnia di danza che si è esibita live in un mashup di Grease e tanta gente del territorio incuriosita dal progetto. Insomma, posti tutti occupati.

Ci tenevo molto ad essere presente perchè con Luca e il regista Giovanni ho realizzato il voice over dello spot che vi mostro in anteprima qui (online da ieri):

Era la prima volta che mi cimentavo con un prodotto del genere: avendo sempre scritto per il web, per me è stata una sfida, ma sono orgogliosa del risultato che ho ottenuto.

Come ho fatto?

Ci vuole immaginazione, una mente organizzata per immagini, un po’ di visione d’insieme (e un buon vocabolario, ovviamente).

Mi sono sempre piaciute le sfide creative, ma quando il regista mi ha detto che il testo doveva essere il contenuto dello spot e che le immagini l’avrebbero sostenuto, allora ho capito l’importanza di quello che avrebbe dovuto dire la voce narrante. In pratica lui ha seguito me, il testo ha guidato le riprese.

E’ bastato un solo confronto live con il regista, il grosso del lavoro è stato eseguito con diversi scambi di e-mail, messaggi Whatsapp e rapide telefonate di spiegazione, a dimostrazione del fatto che lo smart working funziona anche quando c’è di mezzo una “lavoro di coppia” come quello regista – copy.

Mia mamma mi dice spesso che da piccolina l’unico modo per farmi mangiare era quello di mettermi davanti alle pubblicità in tv, tanto che me le aveva registrate in videocassetta e le mandava a ripetizione. Forse che sia tornata alle origini? Però adesso mangio anche senza tv!

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